Mutualismo, democrazia: l'alternativa da praticare - emendamento tesi 6

Nel gioco della politica ridotta a spettacolo tanti sono spettatori e pochi gli attori. La politica non svolge quasi più la funzione di pratica collettiva e i singoli che vi partecipano - restando sempre fuori da cerchi o gigli magici, direttóri o comitati - vengono ridotti a contorno di un gioco sempre più oligarchico. Per questo una forza politica oggi ha senso solo se torna ad avere l’ambizione di essere, più che macchina elettorale, uno strumento per l’azione collettiva e il ritorno delle masse sulla scena pubblica.

Il cosiddetto partito novecentesco era un partito di massa perché aveva un chiaro progetto politico, intendeva rappresentare una parte della società con l’ambizione di cambiarla del tutto. Ma era un partito di massa anche perché aveva una forma adeguata ad aderire alla società dell’epoca. In tanti, finita quella storia così importante, hanno ceduto alla fascinazione del partito liquido, all’inganno delle scorciatoie dello storytelling: ma ingredienti importanti come comunicazione e leadership credibili non sono affatto sufficienti senza organizzazione. La sfiducia nei partiti impone a tutti di affrontare la sfida della democrazia integrale e di mettere in campo pratiche concrete. Tutte le forze politiche in campo in Italia sono “proprietà” dei loro leader o dei loro fondatori o hanno comunque un enorme deficit di partecipazione alle scelte in nome di un centralismo che non ha nulla di democratico.

Una forza politica differente dalle altre o è democratica o non è: non si può risultare credibili nella lotta per rinvigorire e riconquistare la democrazia, senza praticarla al proprio interno, usando tanto gli strumenti del web quanto i luoghi assembleari e di discussione collettiva. Serve dare costantemente voce agli iscritti e a tutti coloro che condividono orizzonti e battaglie della nostra forza politica.

Allo stesso modo serve tornare ad essere (ed essere percepiti) come utili, ad esempio destinando le risorse derivanti dagli incarichi istituzionali in larga parte alle attività mutualistiche sui territori e alle campagne sociali e di mobilitazione nel paese. Investire sul mutualismo non significa limitarsi ad evocazioni esterofile su Solidarity4All e l’esperienza greca o sulle iniziative messe in campo dal lavoro intermittente e autonomo della Freelancers Unions negli Stati Uniti o di Bigre! in Francia e in Belgio fino a Podemos con Impulsa. Dare centralità all’azione mutualistica, infatti, significa anzitutto recuperarne le radici dalla tradizione del movimento operaio. Serve quindi impegnarsi per soddisfare bisogni negati sostenendo la costruzione di infrastrutture sociali (ambulatori, scuole popolari, spazi di coworking) per rispondere ai bisogni di ogni giorno e allo stesso tempo prendendo parte attiva nei conflitti sociali per conquistare vecchi e nuovi diritti.

Una forza politica d'alternativa deve quindi ambire prima di tutto a organizzare i disorganizzati, a “fare società”, a creare le condizioni perché le persone siano capaci di sollevarsi e di camminare sulle proprie gambe. Ciò, evidentemente, impone una riflessione generale sulle forme e le pratiche di una nuova politica. Vittorio Foa, nella prefazione de “la Gerusalemme rimandata”, diceva che la “politica non è solo comando, è anche resistenza al comando, che politica non è, come in genere si pensa, solo governo della gente, politica è aiutare la gente a governarsi da sé”.

Claudio Riccio, Roberto Iovino, Luca Casarini, Loredana De Petris, Beatrice Giavazzi, Raffaella Casciello, Rosa Fioravante, Elena Monticelli, Alessia Petraglia, Cesare Roseti, Claudia Pratelli, Luca Scarpiello, Luca Spadon, Carmine Doronzo, Simone Fana, Paolo Cento, Annalisa Pannarale, Ludovica Ioppolo, Gianmarco De Pieri, Sebastian Kohlscheen, Daniele Farina.

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hanno già firmato: Alberto Campailla, Gabriele Caforio, Sarah Ricci, Francesco Gentilini, Jacopo Zannini, Davide Rega, Paolo Brugnara, Ruggiero Quarto, Marisa D'Alfonso, Davide Tazzi, Giacomo Di Foggia, Francesco Tozzi, Matteo Cori, Sabrina Giancola, Battistino Carbonetti, Alessandro Gerosa, Sandra Borsi, Edoardo MarcoBeghi, David Proietti, Danilo Lampis, Jonathan Chiesa, Sabrina Lorusso, Valentina Rossi, Luca Ruggiero, Giandomenico Potestio, Daniele Rossini, Nadezda Sulejmanovic Alfano, Vania Valorianni, Roberto Dami, Mario Nobile, Marco Corsetti, Giorgio Zecca, Domenico Lieto, Agnese D'Anna, Michele de Candia, Roberto Cavallini, Giuseppe Morrone, Riccardo Laterza, Helios Marchelli, Juri Landi, Giada Stefana, Fabrizio Modoni, Giulio Masocco, Elena d'Amore, Michele Ciol, Marco Niccolini, Regina Barile, Giorgio Marasà, Daniela Santroni, Riccardo Laterza 

l'emendamento integrativo si inserisce nella tesi 6  dopo “radicalmente alternativi al sistema contro cui lottiamo”