In risposta a La parte migliore. Perché Macerata non sia la porta per la nostra discesa agli inferi

Inviato il tuo contributo alla lista nazionale Non Una di Meno, spero non dispiaccia.
Tra tanto ciarpame nella stampa, approssimazioni, parole dette a commento senza nemmeno conoscerne l'oggetto, fa sempre bene sentire che oltre ad informarsi, ogni tanto vengono anche delle IDEE.

Hai fatto bene a modificare il nesso che hanno fatto loro -- i due fatti di cronaca: ormai è fatto e tutti la leggono così -- ma tu dai un altro elemento: è un fatto di cronaca come tanti ma la violenza è, come troppo spesso, su una donna e questo doveva essere l'oggetto, SE oggetto vi doveva essere, prima di accertare le circostanze esatte.
E invece nulla davvero sull'appartenenza del violento neo-fascista alla LEGA, nulla davvero sul fatto che a nessun terrorista si domanda "perché lo hai fatto", in attesa di dargli delle attenutanti. Insomma, sempre il giornalismo, il cancro di questo paese dagli anni '90 e soprattutto oggi.

Ad ogni modo, possiamo unirci e ribadire i nessi forti sui quali non è possibile scusare nessuno, nemmeno per le parole che usa. PS ribadisco che la campagna serve farla anche con la carta, nei quartieri. Le parole possono pure esserci -- e immagino che chi si è pres* l'onere le abbia trovate -- ma serve che giungano a destinazione.