In risposta a LETTERA APERTA al Comitato Promotore nazionale di Liberi e Uguali, al Presidente Grasso, ai Comitati Promotori locali.

L'assemblea provinciale di Sinistra Italiana  Brescia ha deciso di sottoscrivere la lettera ho provato a spiegare perché non sono d'accordo. 

Per la prima volta ho deciso di scrivere due righe, perché ci sono molte cose che ho da dire e temevo, di perdere il filo del discorso.

Se riuscissimo davvero a far nascere un Partito con idee e obiettivi comuni, ne sarei felicissima.

Il documento proposto dai compagni di Milano, che oggi stiamo discutendo, si propone di dare una spinta a questo processo, ma pur condividendone lo spirito ci sono troppi dubbi che mi attanagliano per poterlo sottoscrivere.

penso ci siano molti nodi politici fondamentali che non sono mai stati affrontati e temo che difficilmente riusciremo a trovare una linea di intenti comune tra le forze che hanno dato vita a liberi e uguali.

Provo a descriverne alcuni: il Manifesto fondativo di MDP dice: cito testualmente ‘’Vogliamo costruire un movimento che sia anche la costituente di un rinnovato centro-sinistra, perché non rinunciamo al progetto di una grande forza unitaria del centrosinistra e vogliamo essere da stimolo affinché il partito democratico riprenda questo cammino arrestando la sua deriva neocentrista.’’ questa linea d’intenti è stata confermata di recente dalle dichiarazioni di alcuni dirigenti di MDP.

Io personalmente non ho alcuna intenzione di “cambiare” il pd, né di lavorare per un centrosinistra unito, perché è una strada che abbiamo già percorso e si è rivelata fallimentare.

Quando la proposta di leu è partita l'obiettivo che ci siamo dati era una altro e cioè quello di creare una di Sinistra alternativa al partito democratico ma soprattutto alternativa a tutte quelle politiche fallimentari e dannose che proprio le forze di centrosinistra hanno realizzato fino ad oggi.

Un’altra problematica, non di poco conto, riguarda la nostra collocazione alle prossime elezioni europee.

Alcuni esponenti di MDP parlano di PSE e di un fronte unitario con i partiti che si collocano in quella prospettiva (aridaje col PD). Io invece penso che sia proprio quel fronte uno dei corresponsabili, con le sue politiche, della crescita della destra nel nostro paese.

Voglio chiarire che non sto facendo una distinzione buoni contro cattivi, Sinistra Italiana vs MDP… ma vorrei capire davvero cosa pensano i compagni e le compagne che fanno parte di questo percorso, prima di lanciarmi nella costituente di un partito. Il punto centrale per me è fare un partito per fare cosa, e non facciamolo perché arrivati a questo punto dobbiamo stare insieme per forza.

Credo che il documento milanese non risolva questa impasse, ma anzi dica andiamo avanti perché dobbiamo farlo. Senza ,però, tenere conto delle differenze e delle problematiche che vi ho descritto.

Quindi quello che vorrei è discutere davvero apertamente tra di noi, di questi temi. Senza accelerare verso un congresso.

Perché ritrovarci ad avere un partito che alla prima scadenza elettorale si presenta con 2 liste separate oltre che drammatico sarebbe anche parecchio ridicolo.

Condivido buona parte, di assoluta importanza è poi la nostra collocazione nella Sinistra europea, non nel Pse che ha sorretto l'Ue con il Ppe negli ultimi decenni.

Dobbiamo però fare tutti un ragionamento su cosa vogliamo fare:

Vogliamo essere Sinistra di testimonianza, dura e pura ma ridotta ai minimi termini?

Vogliamo essere Sinistra unita con progetto concreto per acquisire i consensi da delusi Pd, M5S e altri senza entrare in un ipotetico centrosinistra?

Vogliamo essere Sinistra di governo dialogando con un eventuale Pd diverso che recuperi connotati socialdemocratici?

Non c'è risposta giusta o sbagliata, dico solo che non decidendo nulla rischiamo di voler fare l'ennesimo grande progetto per attrarre consenso e potremmo ritrovarci ancora ridotti ai minimi termini. Si discuta su questo ma senza ennesime divisioni. A Sinistra c'è già Potere al Popolo che si propone di portare avanti senza se e senza ma le proprie idee dialogando con nessuno e senza progetti di centrosinistra, verso il centro c'è un Pd morente; se non saremo noi l'alternativa grande e concreta che rappresenti la Sinistra con in testa il lavoro, le istanze ambientaliste e soprattutto le persone che hanno bisogno di aiuto, tutela e rappresentanza allora avremo fallito.

Io davvero non capisco perché si ha paura di vedere le cose come stanno. Ma da quanto tempo esattamente la sinistra ha perso la conflittualità che le è propria a favore dell'ipocrisia? Perchè mai se qualcuno dice la verità viene bollato come "settario", o "non parla con niente e con nessuno"? Ma davvero secondo voi si può parlare con chi, nel giro di 3 anni di governo Renzi, ha distrutto l'Italia?

Già la sinistra è sempre stata minoritaria in Italia, lo dice la storia. Perché mai, al posto di unire le forze, ci si divide per correre dietro a chi, con il suo voto, ha avvallato qualsiasi porcheria, e per le cui azioni non ha nemmeno fatto finta di dire "ho sbagliato, chiedo scusa"? Ma che c'è di così interessante e imprescindibile nel creare un partito con questi personaggi, a scapito di altri partiti di sinistra? Ma non capite che frenerebbero qualsiasi progetto di sinistra reale? Per non parlare del fatto che non hanno alcun consenso nel paese, anzi, secondo me bastano le loro facce per far perdere voti all'eventuale nuovo partito. La gente è incazzata e ha ragione ad esserlo, la sinistra deve cavalcare questa giusta rabbia, e organizzare la protesta, senza aver paura di alzare il dito medio verso chi lo merita.

Lo so, sono cose che più o meno ho già detto, ma ho voluto renderle più esplicite possibili. Ormai i sondaggi danno più voti a Potere al popolo che a un'ipotetico Leu (che peraltro ancora deve nascere). Secondo me, Sinistra Italiana dovrebbe bussare alla loro porta con un atto di umiltà. Non perché, come leggo qui, avrebbe ipotetiche responsabilità di governo (non vedo come chi sta all'opposizione possa aver colpa dell'operato di governo), ma per la famosa scissione nata dalla convinzione, in buona fede, che un'alleanza col PD avrebbe giovato alla classe sociale di riferimento. L'ho creduto anch'io, e invece è stato un errore clamoroso. Errare è umano, basta chiedere scusa a chi era nel giusto e non è stato ascoltato a suo tempo. Ma perseverare è diabolico: basta col PD, con gli ex che puntano a tornarci ecc. Se volete continuare su questa strada fate pure, ma sappiate che, oltre al discorso di principio che ho fatto, c'è il fatto che veramente finirete per votarvi da soli.


Beh, direi che ho detto tutto. Pensavo (e ho scritto) che questo sito stesse morendo, poi sono tornato sui miei passi quando ho visto arrivare tanta gente. Però i discorsi restano sempre quelli, triti e ritriti e puntualmente smentiti dalle sconfitte elettorali, salvo poi ritirarli fuori esattamente uguali a prima. Torno quindi alla mia scelta originaria, avendo ben chiara ormai qual'è la formazione poiltica con le idee chiare che fa l'interesse della mia classe sociale. Spero solo che Sinistra Italiana ne farà parte, a presto!

Il punto e' semplice il documento di LeU - Milano nasce proprio con l'obbiettivo di spaccare la continua tiritera tra GUE vs PSE o PD vs Sinistra. La questione e' semplice o si discute faccia a faccia proprio in procinto di lanciare il congresso e allora vedere se va in porto o meno oppure si continua con i proclami dei singoli dirigenti mentre i militanti continuano ad allontanarsi, me incluso.
Tutto questo lo dico da militante di Articolo UNO favorevole all'autonomia della Sinistra e al sostegno a una visione di Europa diversa da quella del PSE.

ma se non si crea il percorso come si fa a confrontarci e capire come la pensiamo realmente su quei nodi? in quale sede e come ne discutiamo? nei talk show? in qualche serata con relatori di rilievo? insomma io vorrei avviare la fase costituente proprio per verificare in un percorso trasparente e democratico se e per cosa vale la pena stare insieme.

conosco bene le divergenze tra alcuni sia nel vertice che nella base, ma conosco anche molte cose che ci uniscono pur arrivando da percorsi diversi.