A 31 anni di distanza, Sigonella torna al centro del dibattito nazionale.

Ma se allora eravamo “dalla parte degli indiani”, oggi siamo semplicemente succubi degli americani.

Piccolo flash.

A Sigonella - sin dal 2011 - vi sono droni non armati, autorizzati esclusivamente per voli di sorveglianza. Da tempo l’amministrazione americana spinge però affinché il nostro governo autorizzi l’impiego di droni armati utilizzabili per interventi di attacco in Libia.

E “finalmente” sembra proprio che il nostro governo abbia accettato, come si evince dalle dichiarazioni dei Ministri Pinotti, Gentiloni e dello stesso Renzi.

Attacchi armati in Libia, dicevamo. Dove si sta faticosamente costruendo – da settimane ormai - il famoso governo di unità nazionale. Proprio in questi giorni a Tripoli è presente l’inviato delle Nazioni Unite, Martin Kobler, allo scopo di agevolare la nascita del Governo anche con un voto di fiducia. Lo stesso Kobler che ha dichiarato:“Non c'è dubbio: i terroristi del Daesh in Libia hanno dimostrato di avere la capacità di agire in parallelo, allargandosi non solo verso Est, verso i pozzi petroliferi. Ma anche verso Sud. E per fermarli si può solo combattere. Militarmente. Ma per fare questo c'è bisogno che a combattere il Daesh siano i libici, uniti, e per unire i libici c'è bisogno di un accordo politico, di un consenso politico che faccia ripartire l'azione politica in Libia".

Detto questo, l’Italia si muove in direzione opposta.

Cosa ancora più grave senza informare il Parlamento, se non a mezzo stampa.

Vero che il cambio di autorizzazione per la base di Sigonella non deve passare necessariamente al vaglio delle Camere.

Ma è altrettanto vero che da mesi circola voce che sia pronto uno contingente di 5000 uomini pronto ad intervenire proprio sul territorio libico. Notizia mai smentita completamente dai Ministri e dal Governo.

Inoltre le nostre missioni internazionali sono state prorogate fino al 31 dicembre 2015, ma da allora nessun provvedimento è stato adottato dall’esecutivo, lasciando un vulnus aperto da ormai 54 giorni.

Ed un “cambio di passo” in Libia, con regole di ingaggio evidentemente differenti – come lascia presupporre appunto la presenza di droni armati a Sigonella – deve NECESSARIAMENTE passare dal Parlamento.

Esattamente per tutto questo oggi il gruppo di Sinistra Italiana – con un atto a prima firma del capogruppo in Commissione Difesa alla Camera, Donatella Duranti – ha interrogato i Ministri.

Per capire come saranno concesse, di volta in volta, le autorizzazioni all’uso di droni armati.

Ma soprattutto per capire come – e cosa – andremo a fare in Libia. E se per l’ennesima volta il Parlamento sarà usato come semplice passacarte.

Perché nessuno mette in dubbio che sia necessario combattere ed annullare i “nuovi nazisti” del Daesh.

Ma solo il come.