Sinistra Italiana a Renzi: Qui Pianeta Terra, Presidente rispondi?

Caro Renzi, è il pianeta Terra che ti parla. Quello popolato dalle persone in carne ed ossa che vivono lontano dalla propaganda di governo e dalle potenti lobby che quotidianamente ti fanno la corte. Scriveteci le vostre domande con il tag QuiPianetaTerra: tra le vostre proposte sceglieremo insieme quella da presentare al Presidente del Consiglio mercoledì prossimo, 4 maggio, durante il Question Time alla Camera.


Aumento della TARI agli alberghi che ospitano i migranti:

Montesilvano, città rirazzistizzata

Ieri, in consiglio comunale, convocato per l'approvazione della tariffa Tari, è stato approvato l'emendamento “sull'aumento della quota variabile tari fino all'85% per le strutture alberghiere della riviera che perdono la propria connotazione turistica con l'introduzione delle medesime in una categoria diversa da quella alberghiera”.

Tralasciando, solo per il momento, gli aspetti di legittimità di questo atto, quello che più preoccupa è la deriva culturale di estrema destra alla quale il Sindaco e la sua maggioranza si stanno abbandonando. A conti fatti le maggiori entrate per le casse comunale saranno irrisorie mentre è di grande impatto mediatico fare propaganda e strumentalizzare una emergenza umanitaria. Il messaggio è chiaro ed è rivolto a tutti gli imprenditori del settore: se volete fare accoglienza e svolgere un servizio che lo Stato richiede e disciplina, per "reprimere il fenomeno" noi vi penalizziamo.

Questa maggioranza non solo non aiuta il turismo che è da anni in grande difficoltà, ma arriva a penalizzare quegli alberghi che provano nel rispetto della legge a tenere in piedi la loro attività servendo servizi necessari in questa fase storica di grandi migrazioni. Oltre il danno la beffa.

Un po come nel 2009 quando dopo il tragico terremoto molte strutture alberghiere ospitarono i cittadini aquilani colpiti dai tragici eventi svolgendo un servizio fondamentale per l'intera comunità abruzzese.

C'è bisogno di più solidarietà e soprattutto umanità e rifuggire dall'illusione di innalzare recinti per sentirsi più sicuri. Le barriere creano divisioni anzichè aiutare il vero progresso dei popoli, e le divisioni provocano prima o poi gli scontri. Non sono parole nostre ma di Papa Francesco pronunciate nel suo ultimo viaggio all'isola di Lesbo.

Il Sindaco Maragno è ormai ostaggio di una maggioranza che esprime politiche legate alla destra estrema: di questo dovrebbe rendere conto ai tanti cittadini cattolici moderati che lo hanno votato alle scorse elezioni. Restiamo basiti infine dal silenzio delle opposizioni in consiglio comunale che astenendosi per l’ennesima volta vanno in soccorso di una maggioranza sempre più debole e in difficoltà.

Fiorangelo Cutilli – Coordinatore Circolo Sel Montesilvano

Daniele Licheri – Coordinatore Provinciale Sel Pescara


http://www.selpescara.org/licheri-cutilli-sel-si-aumento-della-tari-agli-alberghi-che-ospitano-i-migranti-montesilvano-citta-rirazzistizzata.html

Punto primo: welfare, vogliamo dotarci di un reddito di ultima istanza come gli altri paesi europei o no? Capisco che il PD sia un partito di timido centro-sinistra e non bisogna aspettarsi la rivoluzione, ma addirittura nell'Agenda Monti era previsto un "Reddito d'inserimento". Quando è che la maggioranza intende fare qualcosa? Sappiamo già che farà qualcosa di inadeguato, ma che lo faccia!

Punto secondo: legalizzazione delle droghe leggere, la legge sarebbe dovuta essere votata alla Camera a Dicembre 2015, ma la maggioranza ha monopolizzato il tempo del Parlamento per le sue riforme costituzionali unilaterali. Vorrei sapere se Renzi prenderà una posizione in proposito, posizione per la quale sarà giudicato dagli elettori, e se intende far votare questa legge in aula, prima o poi.

Caro Renzi, nel manifesto dei valori del PD troviamo scritto:


"Non possono più restare senza risposta le grandi domande dei giovani i quali, per la prima volta dal dopoguerra, non hanno fiducia nel futuro e temono un destino di precarietà e insicurezza permanenti.

Ridare voce ai giovani è essenziale perché sono loro a porre quella domanda di valorizzazione dei talenti e delle energie e di liberalizzazione della società che è ormai ineludibile."


Mi chiedevo... a che giovani si sta riferendo esattamente quando parla di domanda di liberalizzazione?


Perché, per quanto mi riguarda, è proprio questa liberalizzazione selvaggia la causa di precarietà e insicurezza permanenti.

Taglio dell'ires e solo successivamente quello dell'irpef. 

Visto che é da ingenui (o fessi, o da persone in malafede...) pensare che tutti gli importi risparmiati saranno reinvestiti in un ciclo virtuoso che possa portare nuovo lavoro, non sarebbe stato meglio decidere per un taglio immediato dell'irpef in modo tale che i cittadini potessero avere stipendi più pesanti, ergo soldi che verrebbero certamente spesi (cioè messi in circolo), assicurando maggior gettito iva e nondimeno maggior  domanda di beni e servizi (quindi più lavoro e più assunzioni, sintetizzando il discorso)?

 Contro ogni logica, contro ogni direttiva europea, i docenti  abilitati che servono da anni lo Stato sono stati costretti ad un concorso che già dalla sua genesi ha evidenziato falle ed irregolarità.

Gli "aspiranti docenti", che secondo il PD devono essere valutati secondo criteri di dubbia trasparenza ed immotivatamente rigorosi, hanno i medesimi titoli posseduti dai docenti che sono stati stabilizzati con la Legge 107. Noi docenti concorreremo per i posti che già ricopriamo da precari, ma la normativa contro lo sfruttamento del precariato è stata calpestata da questo Governo. Anzi, come nelle migliori commedie, al danno si aggiunge un'atroce beffa: a decorrere dal primo Settembre 2016 chi totalizzerà 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile sarà automaticamente espulso dal mondo della Scuola. Ci privano pure della precarietà.

Ieri il Consiglio di Stato ha riconosciuto il diritto dei non abilitati a partecipare a questo concorso, in coerenza con quanto stabilito dall T.U. sulla pubblica istruzione, ove si individua nel solo titolo di studi il requisito per accedere al concorso.

Di fronte allo sgretolarsi del castello di sabbia il Governo minimizza e va avanti, negando l'evidenza: non si possono discriminare i docenti che hanno affrontato un percorso abilitante rispetto ad altri che con i medesimi titoli hanno beneficiato di una sanatoria, senza tenere conto di chi con il proprio lavoro ha contribuito per anni al funzionamento della Scuola pubblica.

La soluzione non può che essere quella dell'inserimento in Gae degli abilitati e, quindi, di un doppio canale per le assunzioni.

La Politica con la "P" maiuscola riconosce i propri errori, vi pone rimedio e riparte, non si limita a nascondere la polvere sotto al tappeto.

#QuiPianetaTerra


- LAVORO:
"Serve una nuova stagione di crescita del Paese, piano straordinario #lavoro, #diritti per i lavoratori."
Piano Marshall del lavoro per: GIOVANI, disoccupati, inoccupati, e reddito minimo stringente, controllato e garantito che AVVIA senza se e senza ma, AL LAVORO. Lo stato deve assumere il ruolo di imprenditore per tutelare la vita delle persone, del suolo, degli abitati, dei territori e loro eco-sistemi e dei paesaggi, dare seguito al piano (PdL) Green & smart New Deal del compianto Gallino e di Airaudo (solo 1 fra molti esempi di stato imprenditore per conto dei italiani e a beneficio di ognuno). Serve CRESCITA green intelligente, e DECRESCITA di inutili e dannose "grandi opere".
- CAMBIAMENTI CLIMATICI & ENERGIE FOSSILI:
Come si crede di avanzare nel XXI secolo sostenendo in modo sfacciato e prioritario quello che ci affossa nel riscaldamento del Pianeta? Improcastinabile svolta a "U", e programmazione piano di transizione con parametri e obiettivi stringenti e monitorati. Non fuffa e trivelle.
Disincentivare fossili e re-incentivare Rinnovabili anche per riacquistare decine di migliaia di posti lavoro persi ed aziende fallite.
CULTURA-TURISMO. Valorizzare mettendo in rete in modo coordinato e fruibile, territorio per territorio,  tutta la montagna di sommerso culturale  che esiste nella penisola e che regolarmente viene "saltato" dal visitatore che ignora l'esistenza di piccoli, medi e grandi musei, opere d'arte, paesaggi, borghi tipici, luoghi storici, siti naturalistici... per mancanza di nostra capillare, coordinata ed efficace comunicazione. Strabocchiamo di ricchezza culturale e abbiamo difficoltà ad organizzarla in modo che sia tutta quanta disponibilizzata a livello digitale (ed anche accuratamente linkata per approfondimenti nelle lingue principali). Colmiamo il gap.
L'elenco è lunghissimo MA le RISORSE ci sono, occorre cercarle bene e impiegarle altrettanto bene, perchè è necessario un drastico ridimensionamento dell'allargamento della forbice della DISUGUAGLIANZA sociale, economica, lavorativa e dei diritti. Il liberismo ci ha incanalati e in parte già sprofondati in una povertà concreta e non solo percepita. NON POSSIAMO accettare nè subire quest'involuzione di classe a cui ci vorrebbero obbligati.


Caporalato e grave sfruttamento lavorativo: il Governo intende fare di più delle chiacchiere?



Il 30 Agosto 2015, a fronte di gravi episodi che hanno caratterizzato la scorsa campagna di raccolta agricola, con la morte di circa sei braccianti tra Puglia, Piemonte e Calabria, il governo annunciò con una conferenza stampa (che ha visto la partecipazione dei ministri Orlando, Poletti e Martina) misure straordinarie per combattere l’intermediazione illecita di mano d’opera, ovvero il caporalato, e lo sfruttamento lavorativo paraschiavistico nel settore agricolo. A novembre il governo ha approvato in Consiglio dei Ministri un disegno di legge con l’obiettivo di inasprire le pene per i caporali, introdurre la confisca degli illeciti profitti e la responsabilità penale delle imprese che utilizzano mano d’opera fornita dai caporali. Contestualmente, sempre a settembre 2015, diveniva operativa la cosidetta “Rete del lavoro agricolo di qualità” istituita con il decreto «Campo Libero», art. 6 del d.l. n. 91/2014 convertito, con modificazioni, nella legge n. 116 dell’11 agosto 2014.

Sempre lo scorso autunno, veniva approvata alla Camera il disegno di legge di modifiche del codice antimafia (Decreto legislativo, 06/09/2011 n° 159) con altre novità in materia di contrasto al caporalato e al grave sfruttamento lavorativo.

I due disegni di legge sono tuttora fermi al Senato in attesa dell’iter nelle relative commissioni, la «Rete del lavoro agricolo di qualità», proposta dal Governo quale strumento di deterrenza all’illegalità nel settore agroalimentare, ad oggi ha visto l’adesione di circa 300 aziende agricole su un bacino di circa 100.000 potenziali.

La commissione parlamentare di inchiesta sulle morti sul lavoro, attraverso un’indagine conoscitiva sulla morte della bracciante pugliese Paola Clemente, ha fatto emergere un ruolo delle agenzie interinali dedite all’intermediazione illecita di manodopera, mascherando dietro il lavoro in somministrazione ciò che in realtà altro non è che grave sfruttamento lavorativo e caporalato.

Nelle ultime settimane, in vista della stagione estiva, sta crescendo la tensione in diversi distretti agricoli in merito alle condizioni di lavoro indegne in cui molti lavoratori sono costretti ad operare. Solo la scorsa settimana sono stati più di 3000 mila gli indiani Sihk che hanno partecipato allo sciopero promosso dalla Flai Cgil a Latina, molti di questi hanno subito minacce e aggressioni da parte di caporali e datori di lavoro per la loro legittima rivendicazione di avere la piena applicazione della legge e dei contratti.

Secondo i dati dell’osservatorio Flai Cgil sono circa 400.000 i lavoratori e le lavoratrici agricole che in Italia sono costrette a lavorare sotto caporale e in condizioni di semischiavitù, senza applicazione del contratto, con salari dimezzati e in precarie condizioni di salute e sicurezza. Centomila di questi vivono in quelli che col tempo sono diventati veri e propri “Ghetti”. Lo stesso osservatorio ha censito circa 80 distretti agricoli, da nord a sud, nel quale si consuma il delitto di caporalato (art. 603 bis del c.p.). Avanzano poi forme apparentemente legali (lavoro in somministrazione, voucher e appalti a cooperative spurie) che non nascondono altro che illegalità e sfruttamento. Secondo la Direziona nazionale antimafia il caporalato è sempre più legato al fenomeno internazionale della tratta degli esseri umani.

In questo contesto il Governo ha portato avanti la retorica del Made in Italy proprio in concomitanza con Expo 2015, una retorica dell’eccellenza che stride con le reali condizioni di lavoro nel settore agricolo e della trasformazione agroalimentare. Tutti i provvedimenti annunciati a mezzo stampa non hanno avuto nessun effetto concreto perché ancora impantanati negli iter parlamentari o perché accolti con freddezza dalle associazioni datoriali agricole. Nulla è stato fatto, come richiesto da più parti, per rilanciare il controllo pubblico di legalità nell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro reintroducendo forme di collocamento pubblico e trasparente, rilanciando il ruolo dei centri dell’impiego.

Perché il Governo continua ad annunciare provvedimenti che poi non vengono approvati e resi esecutivi? Perché vista la tale dimensione emergenziale del fenomeno il Governo non ha ritenuto utile utilizzare la decretazione d’urgenza? Come intende affrontare il Governo la prossima campagna di raccolta estiva che si presenta simile a quella precedente, non avendo messo in campo nessun strumento concreto di contrasto al caporalato? Come intende il Governo fare fronte alla pressione internazionale legata a campagne di boicottaggio dei prodotti italiani legate alle condizioni paraschiaviste e di infiltrazione della criminalità organizzata nella filiera agroalimentare, fenomeno (quello delle agromafie) che la la stessa DNA quantifica di circa 12,5 Milioni di Euro? 

Caro Matteo,

Per gestire l'emergenza umanitaria di questo ultimo quinquennio, perché non facciamo pressione sugli altri capi di stato al consiglio europeo per una politica fiscale comunitaria? Potrebbe essere una soluzione per investire al meglio i soldi dei cittadini europei per poter fronteggiare eventuali crisi? Eventualmente creando un welfare state comunitario?

 

L'Europa si gioca il futuro nei prossimi anni e credo che per questo debba essere un' Europa "sociale" e solidale più che mai.

Lavoro, lavoro, lavoro

E' di questo che deve renderci conto il Presidente del Consiglio. Se davvero vuole continuare a prendere in giro i cittadini italianai sventolando la decrescita del dato della disoccupazione dello zero virgola come una vittoria immensa. Quanto ci sono costati gli sgravi contributivi nel job act? Quanti NUOVI posti di lavoro si sono creati con la precarizzazione del lavoro? Deve darci conto di cosa ha in mente per chi è un giovane, come me, e non ha alcuno sbocco lavorativo (soprattutto qui al sud) e non riesce a conquistare la dignità di poter vivere senza il sostegno della famiglia, che ormai è diventato l'unico ammortizzatore sociale nel nostro paese. Deve dirci cosa ha intenzione di fare con la generazione degli anni 80 che ha difficoltà a lavorare e si stima andrà in pensione a 70 anni. Noi giovani siamo la generazione che non raggiungerà mai un livello di dignità minimo. In fine deve venirci a raccontare cosa intende fare con questo aumento esponenziale che c'è stato con i voucher, ennesimo sistema per far lavorare le persone in maniera precaria, senza sicurezza e senza alcun vincolo per il datore di lavoro. Serve un argine a questa questione, un intervento immediato con misure più stringenti che facciano diventare i voucher un sistema solo in casi residuali, che rendano i voucher l’eccezione non la regola.

 

Mi sembrerebbe un controsenso "accogliere" Matteo Renzi in aula nella settimana che segue la festa del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori e non mettere al centro della discussione il lavoro. Dopo mesi di annunci, proclami e promesse credo sia arrivato il momento di mettere sul piatto della discussione dati e verità storiche che non possono essere mascherate dalle continue omissioni del Governo.


Se oggi ci svelano che chi, come me, è nato dopo il 1980 non potrà andare in pensione prima dei 75 anni (ma d'altronde noi lo andavamo denunciando da anni, pur venendo etichettati come pessimisti e catastrofisti), temo che domani la tragica scoperta sarà l'impossibilità tout court di andare in pensione. Se i (perlopiù non nuovi) contratti emersi in questi mesi vengono considerati figli del Jobs Act e non degli sgravi fiscali, sono costretto a chiedermi quanto essi ci siano costati. E ancora vorrei sapere che intenzioni ha il Governo rispetto al reddito minimo garantito (ancora nemmeno calendarizzato, o sbaglio?) e agli ammortizzatori sociali, sempre più insufficienti e inadeguati.


Infine c'è l'aumento esponenziale dei voucher, un dato gravissimo e su cui non possiamo non aprire una riflessione chiara e netta. Hai detto bene, caro Arturo, quando hai definito il voucher "la schiavitù del terzo millennio"; se questo è vero, allora considerare i dati relativi alle emissioni di voucher come positivi è una scelta politica aberrante, e Renzi deve darne conto pubblicamente in Parlamento. Bisogna chiederne l'abolizione immediata, e costringere il Presidente del Consiglio ad esprimersi pubblicamente.

Chiarezza sul piano industriale del gruppo FCA riguardo lo stabilimento modenese Maserati.


Chiediamo al presidente del Consiglio una risposta in tempi rapidi sul piano industriale del gruppo FCA che sta riguardando la riorganizzazione degli assetti produttivi locali. In particolare, chiediamo una presa di posizione netta sulla necessità di mantenere il polo produttivo di Maserati a Modena. L’incertezza sulle strategie produttive del gruppo FCA e la scelta di chiudere la produzione di auto Maserati nello stabilimento modenese è inaccettabile. E’ inaccettabile che le scelte industriali del gruppo ricadano sui territori senza un pieno coinvolgimento di tutti gli attori sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali. Il presidente del consiglio deve dirci se il paese può supportare la perdita di un patrimonio enorme di professionalità e di innovazione che si avrebbe con la chiusura dello stabilimento produttivo modenese; deve dirci se in uno scenario di progressiva dismissione industriale (dal 2008 ad oggi il paese ha perso il 25 della propria capacità produttiva) il paese può permettersi di perdere uno dei poli produttivi ad alto valore tecnologico e di innovazione.

La fine della produzione di auto a marchio Maserati avrà un costo sociale enorme in termini occupazionali: sono 300 i dipendenti ad oggi impiegati nello stabilimento modenese e centinaia i lavoratori impiegati nell’indotto, che dal primo gennaio 2017 non avranno certezze sul loro futuro. Chiediamo quindi, che ci sia un impegno del presidente del consiglio nella direzione di salvaguardare e potenziare la capacità produttiva dello stabilimento, con un piano industriale che preveda nuovi investimenti nel polo modenese.

Non cogliere la portata strategica che assume il marchio Maserati nella terra dei motori e l’influenza che assume per la crescita complessiva dell’industria nazionale sarebbe un errore gravissimo, che rischia di depauperare una parte rilevante del patrimonio produttivo del paese.