Dalla Sinistra Radicale alla Sinistra Lombardiana

Dalla Sinistra Radicale alla Sinistra Lombardiana:il superamento della tradizione marxista a livello Internazionale ripropone uno slogan di quella che fu la politica di Riccardo Lombardi,epigono della Sinistra Socialista:Autonomia ed Alternativa.Lombardi affermava che la Lotta di Classe non e' mai cessata: e' si superata quella di impronta ottocentesca ,ma si ripropone con forza nei fondamentali;c'e' poca gente che possiede tutto e c'e' una moltitudine che possiede poco e sempre piu' viene marginalizzata dal grande capitale (oggi prevalentemente finanziario):Riccardo Lombardi aveva grande carisma e la capacita' di semplificare alle platee argomenti complessi senza tecnicismi:la capacita' di sintesi di chi ha idee chiare.Lombardi chiariva sempre di non essere anticomunista ma semplicemente A Comunista.Era portatore di quella idea che si riferiva agli azionisti italiani (Giorgio Spini,Tristano Codignola,A.Ciampi,etc )poi confluiti nella Sinistra Socialista.Eredi del Pensiero di Carlo Rosselli e del socialismo liberale,di impronta europeista :il socialismo dei valori,liberta',eguaglianza,solidarieta',bene comune.Mai inclini al compromesso od alla utilita' temporanea o personale.

Penso che questa possa essere la ragione di una rinnovata sinistra in italia ed un Europa,le ragioni di chi vuole governare "a popolo"come diceva un polito perugino,Rossi ,e mai contro o sopra il popolo.Sarebbe l'esatto contrario del populismo odierno,foriero di divisioni e con tendenze semi autoritarie insite.


D'accordo con tutto, ma non con le conclusioni.
Riccardo Lombardi era quello che definiva i partiti come strumenti di partecipazione, partiti con diverse proposte politiche tra le quali l'elettore/partecipante attivo in politica era libero di scegliere.
Una sinistra "lombardiana" è quella a cui si dovrebbe aspirare, ma una sinistra lombardiana NON aspira ad essere "partito di governo", bensì aspira ad un equo confronto con le altre parti della società (con gli altri partiti).
In un'ottica lombardiana, il governo è mero esercizio tecnico-amministrativo che poco ha a che fare con la politica.    


Innanzitutto ritengo doverosa una precisazione.Sia per la mia militanza passata che per la mia attuale concezione politico-ideologica,io non mi riconosco nel pensiero liberalsocialista a cui si ispira,invece,il Compagno Marco Bertozzi.Ma il mio dissenso avviene solo su un piano storico e filosofico,sul piano etico e politico :"onore alle armi!!".I personaggi che ha citato il Compagno Bertozzi sono persone degne della massima considerazione,alcuni come i fratelli Rosselli sono martiri ed eroi.Inoltre, in tutti gli interventi che ho fatto su Commo,ho sempre nominato Gobetti che ritengo il padre ideale del liberalsocialismo.

Infine,se il filone liberalsocalista è parte integrante del nuovo partito,è giusto che quest'ultimo proceda nel suo futuro percorso con questa nobile eredità politica ed ideologica.

Perchè non condivido il pensiero liberalsocialista e nella fattispecie quello di Riccardo Lombardi?

Per gli stessi motivi chiariti in modo sintetico dal Compagno Riccardo D'Attilio.In lombardi si parla prevalentemente di democrazia partecipata o dal basso,ma il problema del governo non  viene preso nella giusta considerazione. 

Io non so se Riccardo Lombardi nella sua concezione politica si ispirasse a Bernestein.A me questa concezione della lotta di classe non canalizzata verso un obiettivo mi ha fatto ricordare  uno slogan ripreso nel 68(in senso negativo dai marxisti-leninisti):"il movimento è tutto,il fine non è nulla",di Bernestein,appunto.

Ho fatto una piccola ricerca ed ho trovato questa"perla"di Gramsci che spero venga quantomeno apprezzata se non condivisa dai partecipanti a COMMO.

"E' possibile mantenere vivo ed efficiente un movimeto senza la prospettiva di fini immediati e mediati?

L'affermazione del Bernstein secondo cui il movimento è tutto e il fine è nulla,sotto l'apparenza di una interpretazione"ortodossa" della dialettica,nasconde una concezione meccanicistica della vita e del movimento storico:le forze umane sono considerate come passive e non consapevoli........

Ciò è tanto più interessante da notare in quanto il Bernestein ha preso le sue armi nell'arsenale idealistico(dimenticando le glossse a Feuerbach)che avrebbero dovuto portarlo invece a valutare l'intervento degli uomini(attivi e quindi perseguenti certi fini immediati e mediati)come decisivo nello svolgimento storico(s'intende nelle condizioni date)."

Cari Compagni Bertozzi e D'Attilio,io mi compiaccio che abbastanza spesso su COMMO si dibatta su questioni ideologiche,filosofiche e politiche oltre che ovviamente partitiche.

Sinistra Italiana nasce come l'Araba Fenice dalle ceneri di SEL e dal contributo di alcuni compagni dissidenti col PD. Sinistra,Ecologia e Libertà conteneva tutti i temi che nell'ordine abbiamo trattato noi tre.Di sicuro è stato un Partito che ha espresso una valenza di Sinistra Laica.Quindi più vicino alle tue posizioni,caro Compagno Bertozzi.Io vengo dal Marxismo-Leninismo,che nella militanza del PCI,  ha avuto tutto il tempo di smussare le punte e poi addirittura di laicizzarsi.Al punto che, per me,ferma restando la validità scientifica dell'analisi marxista,i miei  padri politici preferiti sono Gramsci e Gobetti.Ma con una grande considerazione per Croce e Don Lorenzo Milani. 

Vorrei fare un'ultima considerazione.

Io sto insistendo dall'inizio per l'istituzione di una scuola di partito.La ritengo necessaria oltre che utile.

Ritengo che uno dei motivi della "deriva"del Partito Comunista sia stato quello di aver fatto deperire questo strumento di eccellenza politico e culturale.

Anche io ho partecipato ai movimenti NO-GLOBAL, però mi chiedo e vi chiedo ora dove sono quei movimenti?

Ecco perchè è necessaria la creazione di una scuola di partito.

Essa ha due vantaggi:

1)rafforza il senso di appartenenza al partito;

2)crea un rapporto dialettico tra le varie generazioni.

E se da un lato deve esistere una scuola di partito,dall'altro il partito deve svolgere la suo compito naturale:indicare alle masse gli obiettivi da raggiungere in un rapporto dialettico costante.

In politica è il fine la cosa più importante,altrimenti ci affidiamo alle forze cieche della lotta di classe.E facciamo in politica ciò che i liberisti fanno in economia.Infatti essi credono nella capacità di autoequilibrio del mercato.

La grandezza  dei Leader come Lenin,Mao,Fidel Castro,Ho Chi Minh(ma anche di Gramsci e di Togliatti)è stata proprio quella di "governare"la lotta di classe indirizzandola verso obiettivi tattici e strategici.

Infine,caro Compagno Bertozzi,non posso condividere la tua affermazione sul fallimento del Comunismo Internazionale.

Lo svolgimento di questa risposta,meriterebbe un altro apposito intervento.

Ti faccio solo notare che i paesi in cui si è affermato per prima il Comunismo(Russia,Cina,Cuba,Vietnam,ecc,)non erano  paesi industrialmente avanzati(erano quelli in cui l'anello della catena era più debole).

Non si è affermato nè in Inghilterra nè in Germania come avevano previsto Marx ed Engels.

E tutto ciò se sicuramente ha determinato delle anomalie sul piano politico e storico,dobbiamo anche apprezzare,nonostante tutte le aberrazioni,l'enorme salto politico,economico,scientifico e tecnico compiuto da questi nuovi Stati.

Sono Stati che nel giro di un secolo sono passati dalla schiavitù alla modernità.E cioè alla "Dignità!!"

"La Rivoluzione non è un pranzo di gala"(Mao)

E perciò cerchiamo di non essere ingenerosi  con queste esperienze che io,molto modestamente,definisco "progressiste",

ma di sicuro non comuniste.

Ciò detto,noi dobbiamo fare l'analisi concreta della situazione concreta.

Siamo in Europa e quindi dobbiamo pensare ad un forte Socialismo o Socialdemocrazia Europea.

E ciò al di là delle nostre concezioni ideologiche e politiche.

E perciò credo che dovremo lavorare insieme senza nessuna esitazione.

Io quando penso ai momenti in cui è necesssaria l'unità,penso sempre al titolo di un libro.

E cioè,"Nata per unire".E' un libro molto bello scritto da Enzo Cheli,un insigne costituzionalista.

Nel momento in cui i comunisti vengono "sbarcati "dal governo di coalizione con i democristìiani ,si riunisce l'Assemblea Costituente e vara una delle Costituzioni più belle del mondo!!!!

Ecco,vorrei tanto che al Congresso di Rimini prevalesse questo spirito di unità e  non i piccolissimi e meschinissimi giochi di potere.

Cari Compagni Bertozzi e D'Attilio,buona notte.

 

                                          Pasquale Fernicola