Leggere il documento prodotto dalla Direzione Nazionale di Sinistra Italiana svoltasi a Roma questo fine settimana, fornisce a tutti noi la percezione chiara di una linea precisa. E’ la conclusione matura di un percorso congressuale che conferma non solo la bontà di questo progetto politico, ma evidenzia e sottolinea con forza quale sia e sarà il nostro ruolo ora e nel futuro.

Sinistra Italiana si candida a rappresentare nel nostro Paese un’idea di sinistra che non lascia spazio ad equivoci: la sua credibilità la giocherà sulla sua capacità di non essere sorda ai richiami della società che la circonda. Il suo sguardo non può che essere rivolto a quanto di frammentato e apparentemente disorganico si muova all’interno di essa. Si tratta di continuare a cogliere un messaggio profondo che è arrivato a seguito di un allontanamento dalle urne prima, così come da un riavvicinamento poi. La facoltà di voto, così come la rinuncia ad esso, sono le uniche armi a disposizione di cittadini che al contrario di ciò che molti continuano a pensare, sono informati e per nulla disposti a farsi plasmare scelte e modello di vita da ciò che la politica propone oggi a scatola chiusa, imponendo un salto temporale verso un passato pericolosissimo che non dimentichiamo. Ciò che è accaduto in Francia in queste ultimissime ore, dimostra quanto questa equazione sia valida a tutte le latitudini e in qualsiasi modello moderno di società occidentale.

Non vale la pena dilungarsi su cosa sia il PD oggi, la sua radice è fin troppo facile da cogliere e da condannare, l’unica cosa che conta è riaffermare a gran voce che non esiste nessuna idea praticabile di centro sinistra: la scelta da fare è fra una destra imbrattata all’occorrenza di rosso che mostra i denti sempre più ferocemente e una sinistra che abbia il coraggio di rovesciare il tavolo della discussione attraverso l’azione.

Gli attacchi frontali subiti dalla società vanno, non solo interpretati come un’offesa alla democrazia, ma come azzeramento e riduzione sistemica del diritto alla sovranità di un popolo che non ha più la libertà di autodeterminarsi. Vengono a mancare i puntelli fondamentali di esistenza stessa della parola ‘società’ nella sua eccezione semantica, dal momento che gli effetti naturali che discendono sono di cesura e chiusura nel legame spontaneo fra gli individui. Chiusura significa paura, recinto, resa incondizionata di fronte a qualcosa contro il quale, ma solo, in apparenza, siamo incapaci di lottare perché è umano volersi proteggere. Ma parole come uguaglianza, lavoro, salute, sicurezza, dignità, diritto, qualità di vita, ambiente, accoglienza, non hanno perduto il loro contenuto, non rappresentano un elenco spurio di temi asettici, ma l’esigenza di riappropriarsi di un modello specifico che ci identifica. La ricostruzione che faremo, dovrà essere chirurgica, costante, profonda e praticata con l’azione per ricongiungere quel filo sottilissimo che ancora ci lega.

Non esiste un noi e un voi.

Ogni individuo ha pari dignità e dovremo cancellare quella volontà di escludere che è il primo passo verso la liquefazione dello stato di diritto all’interno di una comunità.

Includere e accogliere, sono due verbi da praticare sui territori che diverranno il cuore pulsante del nostro messaggio politico: serve la lucidità di osservare quei segnali, quegli stimoli grandi o piccoli che si muovo in modo anche silenzioso ma profondo, andando oltre i contesti abituali nei quali la politica di sinistra si è abituata per inerzia ad accomodarsi. Così come servirà e dovremo coglierlo con gratitudine, lo sguardo attento dei disillusi, che siano sentinelle capaci di riportarci al punto qualora dovessimo smarrire il cammino.

Il confronto che inizieremo con le altre forze organizzate e non, sarà votato alla ricerca di vicinanza e mai di opportunità, diversamente cadrebbero gli obiettivi fondanti del nostro Partito.

Su questi presupposti, ciò che è emersa dal documento, è finalmente l’immagine di una sinistra che è tornata ad essere generosa, una sinistra che non solo ascolta, ma è disponibile a rischiare nella ricerca delle soluzioni, non solo per se stessa, ma per tutti, dal momento che il suo obiettivo è e dovrà continuare ad essere collettivo, attento ed affettuoso, perché non può più dimenticare chi ha di fronte e chi deve e dovrà difendere fino all’ultimo respiro che ha in corpo.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno