Ho letto in un commento su FB che la nostra valente Laura Lauri, sostiene che non solo sia indispensabile l'imbarcarci Pisapia come alleato in una ipotetica formazione tutta di sinistra(?), ma che questa sia addirittura una decisione già presa dal "nazionale". 
Siccome, da decennale tesserato e attivista non amo essere preso per i fondelli, siccome che se avessi voluto far parte di quella accozzaglia di centrosinistra avrei aderito alla scissione seguendo Scotto&Co., evitando di farmi il sangue amaro ed essere preso in giro per giorni sia sui social che sui Media nella retorica della "scissione dell'atomo" pur non avendola voluta, siccome alla base del nostro statuto la politica deve essere quella che viene dal basso e che dovrebbe coinvolgere innanzi tutto gli iscritti e ci siamo dotati di COMMO, proprio per dare voce a noi stessi VOTANDO così come hanno VOTATO i compagni di Possibile sulla nostra alleanza per esempio, PRETENDO a questo punto CHIAREZZA in merito.
Grazie.

Da quello che ho capito io, Pisapia fa parte di un progetto di sinistra unita se si sente parte di quel progetto e nessuno di noi può dire di no a Pisapia. Purchè però il caro Giuliano la smetta di porre veti e di autocandidarsi escludendo gli altri. Sono tutti importanti, ma nessuno è indispensabile e come noi non possiamo dire no a questo o quello, così lui non può calare dall'alto le sue verità e pretendere che vengano accettate.

Non posso sputare sentenze o dire cosa fare, da quello che ho capito tramite giornali e soprattutto Facebook pare che Pisiapia sia disponibile ad un vero dialogo con la vera sinistra. Il punto è questo: vuole davvero dar vita ad un'alleanza coerente e unita oppure vuole semplicemente fare un'accozzaglia della scissione del PD e portarli nelle fila si SI e Possibile?

Purtroppo Pisapia è molto "vago" e ad oggi non è ancora chiaro a molti quale sia la sua strategia politica. Pisapia ovviamente come tutti gli uomini che rivogliono una grande sinistra è un ospite gradito all'interno dell'unico vero partito di sinistra nazionale. Fratoianni cerchi di lavorare con lui e di trovare una giusta intesa che abbia come unico obiettivo il benessere della gente.


Cari Compagni,non nego che la richiesta di una maggiore chiarezza da parte dei nostri Dirigenti sulla validità o meno di un'alleanza con Pisapia sia fondata.Il problema delle alleanze è sicuramente importante:da soli non si vince;un partito che adesso sta partendo come il nostro ,rischia addirittura di non diventare una forza parlamentatre come è accaduto per Rifondazione Comunista.E se ciò dovesse accadere anche per noi,ci dovremmo strappare le vesti per il dolore??

La competizione elettorale è importante,ma dietro di essa c'è qualcosa di più importante.Alludo alla forza che un Partito di Sinistra deve mettere in campo.La sua "egemonia"nella società civile.

Per favore smettiamola di ricorrerrere questi giochi parlamentari!

Smettiamola di pensare a Pisapia,Bersani e D'Alema e tutto l'esercito del PD che di sinistra non ha più niente(come fece profeticamente notare Moretti all'unto del Signore,D'Alema!).

Chiedo innanzitutto a me :ma quesi signori hanno mai chiarito il loro programma?

E' un programma che mette la lotta di classe e il lavoro al primo posto??

E' un programma che si schiera a favore  degli sfruttati e oppressi?

Che invita la Sinistra a ritornare nei territori e nelle periferie per riprendrsi il potere che adesso e' nella mani delle destre e dei populisti??

E' un programma che si batte per un ritorno allo Stato Sociale??

E' un programma che si pone come obiettivo la realizzazione di un vero Stato Socialdemocratico??

Io non credo.

E se ho visto giusto,questi personaggi vanno lasciati al loro destino.

Le alleanze si fanno sulla base di programmi comuni.

E il nostro programma non ha nulla in comune con quello del Centrosinistra.

Noi siamo sorti per dare una nuova speranza alla Società italiana,ad una Sinistra delusa dalla vacuità politica del PD e sigle precedenti, e soprattutto ai giovani.

Io sono d'accordo con Snake Plixen:di questo passo, Sinistra Italiana,lungi dal crescere politicamnte ed elettoralmente,regredirà.

La vera forza di un Partito non è il numero :è la sua capacià di creare consensi nella società civile.

Perciò rimbocchiamoci per davvero le maniche:dobbiamo lavorare per tempi lunghi perchè le vere strategie richiedono sempre tempi lunghi.

Saluti Socialisti.

 

                                     Pasquale Fernicola

Una coalizione solida può fungere da base per un grande partito. In Italia ora guardiamo con ottimismo e speranza Corbyn e Melenchon ma sono sicuro che anche SI possa diventare una "potenza" politica esattamente come quelle di Inghilterra e Francia. Un'alleanza di conseguenza è fondamentale per un semplice motivo: attualmente SI e Possibile non hanno i numeri sufficienti e in politica i numeri per fortuna o purtroppo contano. 


Hanno un programma elettorale che ha rimesso dopo non so più quanto tempo i cittadini al centro e questo per loro e per noi dev'essere motivo di vanto e di orgoglio. Come già detto ben venga Pisapia, come leader di campo progressista; ha votato di sì, di conseguenza ha dimostrato una chiara tendenza ma la sua passione nel riunire la sinistra non può essere ignorata. 


Fratoianni, così come molti elementi di spicco del partito non sono stupidi e non cadranno in quello che oggi si chiama "inciucio".  Sta rinascendo una grande sinistra sulla scia di quelle europee; il socialismo sta tornando al centro dopo anni di buio. Spero che lo faccia con la passione e il coraggio dei veri socialisti, i padri di questo ideale e non con la furbizia ed arroganza di ha distrutto questo grande sogno.

Grazie a tutti per i vostri commenti. :)
I motivi per i quali non credo PIU' a personaggi come Pisapia li ho già esplicati. Non puoi lisciare il pelo a Renzi per mesi e mesi e siccome questo ti manda a ranare adesso torni a casa come un Lessi qualsiasi. Eh no, non funziona così. Questo è un problema che va oltre la sfera programmatica. Qui si scivola nella fantascienza orwelliana. 
Quindi vorrei affrontare la seconda "motivazione" più usata e abusata a giustificazione, che leggo anche sui social. 
La non "autosufficienza". Tradotto "il terrore di rimanere fuori".
Che poi assomiglia al tanto caro "o noi o il babau", sventolato prima ai tempi di Berlusconi, passando per Grillo (alle Europee) e adesso calato sul rignanese.
Ebbasta no!?

Lo ammetto, sono un semplice tesserato ottimista e non ho paura di perdere alcunchè. E sarà per questo quindi che non mi lascio blandire facilmente dallo scalmazzo che noto a sinistra su una legge elettorale che pone il 5% di sbarramento. Perchè esiste una Italia e una sinistra che hanno la schiena dritta.

Perchè nonostante la cappa mortifera che allora ci calarono addosso (L'Altra Europa per Tsipras comparì sui media solo per il 0,26% del totale) durante le Europee. Nonostante il ficoFico (allora presidente commissione RAI), che eliminò perfino le scene dalla fiction di un nostro candidato. Nonostante il referendum a tre tra Renzi, Grillo e Berlusconi e nonostante il voto congressuale di Rimini l'avesse sancito con il voto, il successivo remare contro dei sellini sparsi in ogni dove (fu li che si compì la vera scissione infatti) che preferirono accodarsi ad una "entrata" per procura nel PSE di Schulz (mentre scrivo sto morendo dal ridere, pensando ai risultati dei socialistineoliberisti in europa), prendemmo il 4%.

Il quattropercento.

E non c'era ancora stata la nascita di Possibile, dei vari comitati civici tra i quali spicca quello per il "NO alla riforma Costituzionale" capeggiata da due straordinari politici come Anna Falcone e Tomaso Montanari (60-40, do you remember?), delle varie ribellionidaepurazioni fra attivisti grillini che ci vedono già insieme in liste civiche per le amministrative, le 3 milioni (ripeto milioni, che in termini di voti sarebbero, ripeto, sarebbero "potenzialmente" molto di più del 5%, ma ben oltre il 10%) di firme raccolte sui Voucher e last but not least, l'avvicinamento programmatico con Rifondazione, auspicata anche dal neo segretario Acerbo e via enucleando.

Dobbiamo quindi per forza imbarcarci con gli Art1MDP, portandoci appresso personaggi decotti (se pur con qualche lode) come Visco, il Re delle privatizzazioni? Privatizzazioni finite col rendere impossibile un qualsiasi piano Keynesiano di investimenti pubblici mirati? Col rischio ulteriore poi di ritrovarci pure Bersani, Scotto, e D'Alema in campagna elettorale a dominare la scena mediatica? Ed il ricambio generazionale, quando lo facciamo? Quando in nostri valentissimi giovani saranno da età pensionabile?

Mia nonna diceva sempre; "male non fare paura non avere".

E noi non abbiamo mai fatto del male a nessuno. Caso mai ci siamo sempre dovuti fare il mazzo per compensare le stronzate altrui. 

Parole sante!

Aggiungo (lo avrò già detto mille volte, ma è importante) la dimostrazione più lampante della malafede di Pisapia: l'introduzione di un terzo candidato ("sovrapponibile" come voti a Majorino) in primarie con meccanismo majority, cosa che ha decretato la sconfitta di entrambi e la vittoria di Sala. Ci arrivo anch'io al fatto che se aggiungi un terzo candidato dividi i voti con quello affine facendo trionfare quello contrapposto, figuriamoci se non ci è arrivato Pisapia, che è il suo mestiere, no: è la prova inconfutabile della sua malafede.


Caro Edoardo, 

poiché riporti mie parole, evidentemente travisandole, sento il bisogno di chiarirti il mio pensiero e quello della Direzione Nazionale di SI, che su questo punto si è chiaramente espressa. Noi, come più volte ribadito fin dal congresso di Rimini, riteniamo morto definitivamente, perché superato dalla realtà, il centrosinistra. Dove per centro  intendiamo quel contenitore più o meno indistinto che è il PD, bada bene non il PD di Renzi ma il PD come uscita già dal Lingotto.

Siamo convinti cioè che una nuova fase storica si sia aperta in occidente, simboleggiata dalla vittoria di Trump negli USA e dalla Brexit in GB e, in qualche modo anche dalla vittoria del NO il 4 dicembre in Italia. E per affrontare una nuova fase servono indubbiamente nuovi strumenti e non certo il ricorso a vecchie ricette, tra l'altro non perfettamente funzionanti neanche 20 anni fa. Serve cioè che la Sinistra si riappropri della propria vocazione naturale che non può essere altro che quella di difendere gli ultimi, quelli che hanno fatto le spese sulla propria pelle della globalizzazione senza regole, quei tanti giovani a cui è stato tolto un futuro, quel popolo delle periferie culturali e sociali che più di tutti si sente tradito dalla sinistra e che ora non ha più una voce. È su queste basi, non negoziabili, che stiamo a fatica tentando di costruire una piattaforma programmatica che parta dal fronte del no e dalle tante esperienze civiche già esistenti e che si allarghi a tutti quelli che condivideranno l'obiettivo di un nuovo modello di sviluppo al cui centro vi è il lavoro e la dignità dell'uomo nel lavoro, senza barriere d'accesso se non quelle della disponibilità a mettersi a disposizione della comunità politica di riferimento. Le scelte fondamentali di questo soggetto unitario saranno nella piena disponibilità di tutti quelli che vorranno aderire, senza primogeniture o leadership calate dall'alto. In un modello teorico così costruito non partiamo dall'esclusione di qualcuno in base alla biografia politica ma, nella consapevolezza delle differenze che esistono tra di noi, riteniamo che si possa fare sintesi in modo democratico e partecipato.

 Vogliamo intraprendere un cammino ambizioso e vorremmo farlo con tanti nell'interesse di molti. Ci riusciremo? Questo non lo so. So però che ci proveremo perché riteniamo che l'obiettivo valga questo sforzo.

Ti saluto

Laura

In rif. allo scambio con Edoardo, da qualche parte in mezzo qui.


Edoardo, mi fa piacere che tu nelle parole che ho usato vedi qualcosa in cui ti puoi riconoscere. Aggiungo una cosa, a costo di far risultare la mia idea l'opposto di come l'hai presa. Nella paura che NON dobbiamo avere, metto anche la paura di MDP. Io penso, anzi sono fermamente convinta che sia necessario un partito unito senza pezzi vaganti.
Il tempo non c'è? Si cominci! Comunque, avere un obiettivo difficile porta a non impigrirsi e motiva.

Ovviamente, sia costituente, associazione o movimento, essa sarà solo con la collaborazione, e nel rispetto, di tutte le iniziative locali -- per me quello che conta per un nuovo organismo che vuole crescere è il piano più basso. Però, tenendo presente che quello che si fa oggi fra chi sarà disponibile, a partire dagli incontri del 18 e dell'1 e gli ulteriori, pone qualche tassello alla proposta che faremo all'Italia intera, bè non possiamo rifiutarci di prender parte anche lì. E mi pare di capire che SI ci sarà..


Faccio una considerazione un po' da dentro un po' da fuori: in alcuni articoli qua sembra che Pisapia, Bersani, Speranza ecc. siano dei giganti cattivi. Altri li additano come gente che ha in testa di rifare il capo. Da dove provengono queste teorie?
Perché non stiamo alle dichiarazioni e chiediamo conto delle dichiarazioni? Come anche su Boldrini tempo fa. Mah.

E del pari, sulla questione nostra: partito-base / classe dirigente, che qui, in questo stesso post si palesa, con la maggiore onestà dacché COMMO è attiva, mi pare.

Non c'è alcun dubbio che SI nazionale abbia una certa autonomia rispetto alla sua base (siamo nati dall'iniziativa e abbiamo anche mantenuto lo stesso nome di un gruppo parlamentare, figuriamoci!). La base tuttavia HA ESPRESSO IL SUO SEGRETARIO. Egli, e con lui la dirigenza nazionale, ha il dovere di fare sintesi, di esprimere la nostra linea, ma ha del pari il dovere di spendersi in prima persona e non stare ad aspettare campanelli che non suonano!

Noi siamo certamente differenti da MDP, come lo siamo dall'esperienza nuova oggi rappresentata da Falcone e Montanari, come lo siamo da DIEM25. E poi ci sono tutti i cittadini e le cittadine, che anche noi siamo, con le realtà che abitano.
Bene, per me questo vuol dire che ci sono percorsi, solidità, punti di forza e di debolezza in ciascuno, e che in un intero ci potrebbe essere tanto ma tanto di più.

Chi si sta impegnando di là, da poco tempo, senza nomi né pugni chiusi, dovrebbe essere essenzialmente diverso da te? Ma perché mai!

Dobbiamo costruire alternative? Che lo snobismo non ci tradisca prima di tentare davvero sarebbe tragico. E forse già pronto per essere raccontato come farsa.


In conclusione, per me, non avere paura significa che ci ascoltiamo tutti, che ci accogliamo tutti e che una volta che le carte sono sul tavolo prendiamo le strade. Inclusi i pezzi vaganti di cui sopra, dal 18 giugno in poi.

Chi è ingombrante e fa la scheggia impazzita, chi viene a fare protagonismo, chi -- moderatori e moderatrici -- mostra partigianeria (...) deve sentirsi isolato ed in torto, ovvero deve essere calcolato zero. Niente cori contro, niente tifoserie.

E -- le conclusioni non arrivano mai :) -- se tu sai e sappiamo cercare noi stessi (come in specchi, pur imperfetti) in quello che gli altri potranno dire, possiamo sperare di avere fiducia, sennò dubito che potrai e potremo fare qualsiasi passo fuori dalle nostre "patrie" sicure.