Democrazia e diritti : Proposta di discussione per un percorso di approfondimento di una tematica fondamentale per una politica di sinistra a cura del circolo di Milano Est e redatta dalla compagna Wanda Zurlo 

Affrontare la questione della difesa dei diritti gia' acquisiti e della conquista dei nuovi, connessi alle complesse relazioni sociali derivanti dallo sviluppo della societa', è lavoro strettamente correlato, in modo imprescindibile, alla ricerca volta a delineare e promuovere un nuovo modello di democrazia, maggiormente connotato dalla partecipazione e condivisione delle decisioni che incidono sulla vita dei cittadini.

Un simile percorso, presuppone anche il contrasto al tentativo mistificatorio di rappresentare il sistema democratico rappresentativo, come l’unico possibile a garanzia della libertà dei cittadini, per cui il diritto di votare i propri rappresentanti nelle istituzioni alle scadenze stabilite esaurirebbe i poteri dei cittadini.

Un allargamento dei diritti che coinvolga ogni aspetto della vita sociale, economica, politica diventa un imperativo categorico per una forza politica di sinistra e costituisce il discrimine oltre il quale una società può definirsi più giusta e solidale, avendo come principi cardine l'uguaglianza e la dignità di ogni essere umano.

Troviamo il fondamento di quanto detto nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, nella Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea del 7/12/2000, e, infine, una più puntuale e completa rappresentazione nella Costituzione italiana del 1948. Questi tre momenti, riassuntivi del concetto di democrazia e diritti inalienabili, sia pure in forme e modalità diverse, in corrispondenza dell’epoca e delle sensibilità di coloro che l’hanno concepiti ed approvati, coniugano i concetti di democrazia e diritti in una visione evolutiva e vanno interpretati in stretta correlazione, superando la vecchia concezione dei diritti come discendenti dalla cittadinanza. La nostra Costituzione, in particolare, contiene e riassume in sé il meglio di tali enunciazioni, assumendo come principio fondante ed irrinunciabile il concetto del riconoscimento universale della dignità umana, a prescindere dal collegamento con la nazionalità o la territorialità. Si tratta di diritti universali collegati unicamente all’”essere” umano.

Conseguentemente, nel testo della Carta (su tutti l’art. 2) troviamo ogni enunciazione, nei più diversi settori della vita quotidiana, individuale o collettiva, atta ad una interpretazione estensiva ed evolutiva della sussistenza piena e soddisfacente dei diritti umani, dal soddisfacimento dei bisogni primari all'affermazione dei "nuovi diritti" che contribuiscono all'affermazione piena della dignità umana, che trova espressione nei concetti di libertà e uguaglianza, entrambi connessi e riassumibili nel più ampio concetto di solidarietà.

Da ciò consegue che non è possibile e sarebbe riduttivo stilare una sorta di graduatoria e una gerarchia della importanza dei diritti, tutti, invece, ugualmente determinanti ed essenziali per una libera espressione della personalità umana, che trova il suo pieno esplicarsi nella democrazia, come partecipazione e condivisione nelle decisioni che afferiscono all'affermazione dei diritti individuali e collettivi.

Al più, possiamo osservare il verificarsi di situazioni nelle quali alcuni diritti appaiono entrare in conflitto con l'affermazione di altri (esempio classico: lavoro e salute; ambiente e economia). Per lo più si tratta di false contraddizioni, superabili, ove si approfondisca, con uno sguardo di più lunga prospettiva, l'obiettivo di tutela che si pone ciascun diritto, e non si resti intrappolati dalla miope visione dei risultati contingenti. Al contrario i diritti possono definirsi interconnessi tra loro; l'affermazione e difesa di ognuno di essi ha un effetto trascinante di tutti gli altri, a conferma di una concezione e di una costruzione unitaria e progressiva della democrazia. Gli ultimi decenni hanno visto nascere e affermarsi organismi intermedi di partecipazione (comitati, referendum, consigli sui luoghi di lavoro e nei quartieri), tutti portatori di bisogni tradotti in diritti individuali e collettivi: tali percorsi necessitano di una sintesi che può e deve rinvenirsi nell’affermarsi del principio di solidarietà, così come sopra delineato, risultando superato e limitato il concetto di uguaglianza.

Con questa sintetica premessa, si propone la costituzione di un gruppo di lavoro denominato: "democrazia e diritti" che assuma e lavori ai seguenti obiettivi:

1) essere momento di approfondimento teorico delle suaccennate tematiche;

2) diffondere la cultura dei diritti e della democrazia progressiva o partecipata;

3) rendere pubbliche, attraverso i più svariati strumenti di comunicazione, le posizioni di SI sulla tutela dei diritti negati, come sulla violazione di principi fondamentali, nonché sull’affermazione di nuovi diritti e istituti democratici di partecipazione;

4) costituirsi come osservatorio del corretto funzionamento delle istituzioni e dei rapporti tra le stesse, in conformità alle norme e allo spirito della Carta Costituzionale, nonché in correlazione con i testi citati in premessa, al fine di consentire un allargamento e una interpretazione evolutiva del concetto di democrazia, da quella rappresentativa a quella partecipata, con elementi di democrazia diretta;

5) organizzare iniziative pubbliche, come dibattiti, seminari, conferenze su temi specifici che di volta in volta si presentino di attualità o importanti per lo sviluppo di un pensiero critico sulle problematiche della tutela dei diritti o del corretto funzionamento delle istituzioni;

6) studiare, predisporre ed offrire un supporto teorico e tecnico-giuridico alle iniziative politiche della sinistra, e, in particolare alle iniziative di SI.

7) verificare nel confronto e dibattito politico quali siano le problematicità che intralciano o rendono inefficace la tutela dei diritti che vengono a costituire il perno centrale della dignità umana, come categoria universale.

La proposta si rivolge a chiunque sia interessato a tali tematiche, tecnici del diritto e non, in quanto una politica evolutiva della affermazione della democrazia e dei diritti non può non coinvolgere tutti i cittadini interessati ad un percorso di progresso della società.

Wanda Zurlo

Ottima iniziativa. Per prima cosa consiglierei di leggere di Gustavo Zagrebelsky : Diritti per forza. Perché ritengo che il dubbio sia un ottimo contraltare alla certezza e possa consentirci di avere punti di vista diversi rispetto ad una visione univoca, che, a volte, presuppone miopia o concezioni incancrenite dall'abitudine.

Mi pare un ottimo inizio per vivificare commo. 

Sono con te compagna Wanda

Per la tutela dei diritti oltre all’approccio giuridico ritengo importante l’approccio economico per prevenire il verificarsi che un diritto non sia tutelato. Ad esempio per tutelare il diritto al lavoro occorre creare le condizioni per una piena occupazione. Ritengo che l’intervento preventivo sia da preferirsi anche se sarebbe utile avere uno strumento giuridico per poter chiedere i danni allo Stato quando un cittadino resta per lungo tempo senza lavoro e senza reddito.

Il diritto al lavoro costituzionalmente garantito e' un aspetto fondamentale della dignità' umana. Penso pero' che la tutela dei diritti economici non sia o non debba essere considerata ne' prioritaria ne' meno importante della tutela dei diritti fondamentali giuridici, poiche' si sostengono e sono imprescindibili gli uni dagli altri. L'una lotta rafforza e presuppone l'altra. Per questo motivo il costituzionalismo più avanzato non si accontenta più del concetto di uguaglianza (altra cosa e' la lotta sacrosanta contro le disuguaglianze.......al plurale ......perché sono tante) poiche' non garantisce a tutti il diritto alla libera espressione della personalita' umana, fermandosi ad una uguaglianza solo formale. E' necessario pertanto inventare forme di lotta che tengano insieme le due cose, mettendo al primo posto i concetti di solidarieta' e dignita' umana, contro una concezione reazionaria che vede l'economia al comando e stella polare di ogni decisione del potere capitalistico.