Non vogliamo essere salvati dalla Politica, vogliamo farne parte.

Recriminare non serve, ma un po' di rabbia lasciatemela sfogare.

In campagna elettorale, da candidata e non , mi sono presa la responsabilità di tante parole , tante speranze che ho dato; non voglio che questa responsabilità venga tradita ad oggi.

Noi dobbiamo esistere . Non la Sinistra, quando ci sono milioni di persone che vivono nella povertà, noi non possiamo parlare di Sinistra. Questa è stata la nostra disfatta , mentre noi idealizzavamo su ciò che eravamo e vorremmo essere , abbiamo abbandonato le persone. Sono rimaste orfane per causa nostra.

il 37% degli operai italiani, ha votato Movimento 5 stelle . Osservate, ascoltate la percentuale che come un’eco rimbomba sulle vite degli altri. Non siamo stati in grado di leggere la ferita di un’Italia che continua a investire più risorse per le infrastrutture nelle aree ricche e meno dove ci sono maggiori bisogni. Gli elettori chiedevano un cambiamento radicale e il Movimento è riuscito a disegnare una frontiera politica insolita in un paese già di per sé storicamente diviso.

Dove noi eravamo finanziatori di opportunità , loro creavano possibilità. L’atrocità che abbiamo ottenuto riuscite a percepirla? Un Salvini che nel Nord ha fatto guadagnare molti voti alla Lega con un programma contro gli immigrati e a favore del nazionalismo economico , il Movimento 5s che nutre simpatie per il Cremlino in politica estera, scettici sui vaccini obbligatori e giudici contro le Ong . Poco più di un milione ha creduto in noi, i nostalgici probabilmente . Serve un percorso verso l’unità politica, che significa aprire ad ogni livello una fase di confronto ampio sui temi decisivi, parlarsi nel merito delle scadenze elettorali locali, ricostruire una visione del mondo.

Dobbiamo essere più inclusivi e valorizzare le competenze a livello locale. Mettiamo da parte le discussioni sulle organizzazioni per ritrovarci sui problemi e sulle soluzioni, senza troppi valori tecnici ma con battaglie sul campo, mutualismo comune, vertenze collettive.

Troviamo il modo, a livello locale di creare un “osservatorio politico” che serva ad analizzare i problemi delle persone senza rifarci a schemi ideologici.

Nessun nome nuovo, nessun simbolo , noi con gli altri e per gli altri.

Per come è stata gestita e manovrata tutta l’operazione dai vertici , è arrivato il momento di operare realmente in modo democraticamente diretto . Se così non fosse, abbandonerò il processo senza nessuna esitazione. Non ho visto discontinuità dal PD al nostro interno, ragazzi e movimenti scartati per mostrare d’Alema e Rossi , l’ineffabile d’Attorre e molti altri di Mdp e Sel. Dovevamo essere noi al servizio di un progetto nuovo , tralasciando i voti espressi a favore di provvedimenti Renziani. Aver considerato il popolo come un bue , ci ha portati a questa debacle. Come pensare che tanto i militanti iscritti, fossero pronti a seguirci. Un tono spocchioso per poi allearsi con chi insiste nel ripetere onestamente che il Centrosinistra è il loro unico obbiettivo.

I ceti più deboli sono impoveriti, prima ancora che dalla crisi e dalla mancanza di lavoro, dalla mancanza di una volontà di contare di più .

Siamo stati solo protagonisti di una corsa al potere , dove spesso vince il più scaltro , non il più autorevole. Bisogna acquisire agibilità politica , i delegati , i consiglieri , i segretari e i militanti. La nostra voce deve contare in ogni ramo, sento il bisogno di rappresentanza femminile e giovanile .

Non vogliamo essere salvati dalla politica, vogliamo farne parte.