Qualche giorno dopo le elezioni ho mandato al Manifesto la lettera che riporto qui di seguito (in corsivo) e che naturalmente non è stata pubblicata. Ora, non è che io la ritenga di importanza epocale, ma mi pare che il dibattito seguito alle elezioni, non solo nel PD, sia rimasto tutto interno a logiche di tatticismi, di correnti, di componenti, come se la sconfitta subita non fosse stata, questa si, epocale.

La mia storia personale, che fa riferimento al Manifesto/movimento, e che ha visto nell’unità delle sinistre un orizzonte strategico a cui tendere, mi induce a ritenere che questo sia, a maggior ragione oggi, il percorso obbligato e prioritario.

In questa fase, poi, sembra che la prospettiva di imminenti nuove elezioni sia particolarmente realistica, e se non diamo un segnale di cambiamento rischiamo di ricevere il colpo di grazia. Un segnale importante potrebbe essere, a mio avviso, proprio quello di un nuovo soggetto politico a sinistra, che si va costruendo a partire da una sorta di unità d’azione dei due gruppi parlamentari, mediante un organo di consultazione permanente, come momento propulsivo per analoghe iniziative da realizzare nelle realtà locali, nelle quali potrebbero arricchirsi delle altre formazioni esistenti.

Naturalmente dovrebbe essere il gruppo di LEU a proporlo al PD e, all’interno di LEU, la proposta dovrebbe partire da Sinistra Italiana.

(Dopo il 4 marzo)

Il 4 marzo si è consumata una sconfitta “storica” delle sinistre (al punto che d’ora in poi sarà alquanto difficile anche usare i termini sinistra/destra). Per farvi fronte ritengo indispensabile che, da subito, le sinistre assumano l’impegno di un lavoro comune, di un “fronte” comune (oddìo, che parola antica!), in una prospettiva “storica”.

Se concordiamo sul prologo allora, una volta tanto, diamo un’accelerata alle decisioni e alle conseguenti azioni. Tanto per cominciare sarebbe utile che, da subito, i due gruppi parlamentari ideassero e costituissero una qualche forma di consultazione permanente in merito alle decisioni più importanti da assumere di volta in volta, a partire proprio dalla valutazione sull’alternativa fra un ruolo di opposizione e uno di partecipazione (insignificante, umiliante) a un governo Cinque stelle.

Questo “nuovo” soggetto politico, in fieri, se animato da tensione ideale strategica, si porrebbe in una condizione certamente più dignitosa e autorevole nei confronti degli avversari, con la possibilità più realistica di condizionare (e qualificare, nel caso di coinvolgimento diretto) l’azione di governo.

Nel frattempo, un’esperienza “pratica” di lavoro comune da parte dei gruppi parlamentari potrebbe favorire una comune riflessione critica e autocritica da parte delle diverse componenti, e porre le basi per un lavoro comune anche e soprattutto nei territori. D’altro canto, un percorso così delineato sarebbe, a mio avviso, il modo migliore di affrontare la sciagurata eventualità (non così remota) di nuove elezioni.

Claudio Fabrizio

Taranto, 15 marzo 2018

Caro Claudio, e cari Compagni.

Ritengo che il problema della Sinistra non si risolva in "organizzazione", "unità", "congressi", ma in LAVORO POLITICO.

Tempo fa il Compagno Fernicola, rispondendo a me e ad un altro Compagno, diceva che non basta "lagnarsi", non basta denunciare ciò che non va, bisogna "proporre", "fare". 

Completamente d'accordo. 

A me sembrava di proporre alcune cose : lavoro politico/sociale nei quartieri degradati, iniziativa politico/mediatica per dimostrare al "nostro Popolo" che la Lega lo imbroglia : devia la rabbia degli emarginati verso i poveretti, i "negretti", accusati di ogni nefandezza, invece che verso i Padroni ed i ricchi, che detengono più della metà della ricchezza nazionale ed evadono le tasse. Per me QUESTO era fare proposte. Credevo che i Dirigenti di S.I. accedessero a questo FORUM per capire cosa pensa la base, recependo proposte di azione politica ed agendo conseguentemente, oppure intervenendo per bollare gli interventi come "sonore cazzate". Mi sbagliavo (come sempre), per loro COMMO è solo lo sfogatoio per i militanti (ed i cani sciolti come me) per evitare che disturbino il manovratore, (che non si capisce bene se manovra o se, almeno, ha la patente).

Ad es.  si parlava dei massacri in Palestina : perchè la risicata, ininfluente, sbandata, indecisa a tutto, pattuglia parlamentare di LEU non ha fatto un'interrogazione, una proposta, indetto una miserabile manifestazione contro l'assassinio di decine di persone?

A cosa serve una rappresentanza politica, se sta bene attenta a non farsi notare?

Come ho già avuto modo di scrivere, alle prossime elezioni voterò 5 Stelle. Non perchè mi piacciano, sono DEMOCRISTIANI, ma grazie all'avventurismo criminale del PD renziano, rischiamo che il Paese finisca nella mani della Lega, razzista e fascista ed ai suoi alleati, che non sono tanto il Partito Azienda od i patetici fratellini/porcellini d'Italia, ma Casa Pound e Forza Nuova, che con Salvini avrebbero piene agibilità politica.

In questo momento storico, in cui la Sinistra NON ESISTE, l'unico argine al Fascismo sono rimasti i 5 Stelle. 

E non me ne frega niente che la Sinistra con la puzza al naso li bolli di populismo : meglio morire democristiani che sotto il Fascismo.