Quale prospettiva per LEU e Sinistra Italiana verso l'Europa?Le prossime Elezioni Europee del 2019.

E' cominciato il dibattito:che ne pensiamo?Abbiamo cominciato a discuterne a Livello della Assemblea Regionale Umbra di LEU.E voi?


Dichiarazione di Lisbona per una rivoluzione democratica in Europa

di Catarina Martins (Bloco de Esquerda), Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise), Pablo Iglesias (Podemos) *

L’Europa non è mai stata ricca come ora. E non è mai stata così diseguale. A dieci anni dallo scoppio di una crisi finanziaria che i nostri popoli non avrebbero mai dovuto pagare, oggi constatiamo che i governanti europei hanno condannato i nostri popoli a perdere un decennio.

L’applicazione dogmatica, irrazionale e inefficace delle politiche di austerità non è riuscita a risolvere nessuno dei problemi strutturali che causarono quella crisi. Al contrario, ha generato un’enorme inutile sofferenza per i nostri popoli. Con la scusa della crisi e dei loro piani di aggiustamento, hanno preteso di smantellare i sistemi di diritti e protezione sociale conquistati in decenni di lotte. Hanno condannato generazioni di giovani all’emigrazione, alla disoccupazione, alla precarietà, alla povertà. Hanno colpito con particolare crudezza i più vulnerabili, quelli che più hanno bisogno della politica e dello stato. Hanno preteso di abituarci al fatto che ogni elezione diventi un plebiscito tra lo status quo neoliberista e la minaccia dell’estrema destra.

È ora di rompere la camicia di forza dei trattati europei che impongono l’austerità e favoriscono il dumping fiscale e sociale. È ora che chi crede nella democrazia faccia un passo in avanti per rompere questa spirale inaccettabile. Abbiamo bisogno di mettere un sistema ingiusto, inefficace e insostenibile al servizio della vita e sotto il controllo democratico della cittadinanza. Abbiamo bisogno di istituzioni al servizio delle libertà pubbliche e dei diritti sociali, che sono la base materiale stessa della democrazia. Abbiamo bisogno di un movimento popolare, sovrano, democratico, che difenda le migliori conquiste delle nostre nonne e dei nostri nonni, dei nostri padri e delle nostre madri, e che possa lasciare un ordine sociale giusto, praticabile e sostenibile alle generazioni che verranno.

Con questo spirito di disobbedienza di fronte all’esistente, di ribellione democratica, di fiducia nella capacità democratica dei nostri popoli di fronte al progetto fallito delle élite di Bruxelles, oggi facciamo, a Lisbona, un passo avanti. Lanciamo un appello ai popoli d’Europa perché si uniscano alla sfida di costruire un movimento politico internazionale, popolare e democratico per organizzare la difesa dei nostri diritti e la sovranità dei nostri popoli di fronte a un ordine fragile, ingiusto e fallito che ci porta con passo deciso verso il disastro.

Chi condivide la difesa della democrazia economica, contro i grandi imbroglioni e l’1% che controlla più ricchezza del resto degli abitati di tutto il pianeta; della democrazia politica contro chi resuscita le bandiere dell’odio e della xenofobia; della democrazia femminista, contro un sistema che discrimina ogni giorno e in ogni ambito della vita metà della popolazione; della democrazia ecologista, contro un sistemo economico insostenibile che minaccia la sostenibilità della vita stessa nel pianeta; della democrazia internazionale e della pace, contro chi costruisce una volta di più l’Europa della guerra; chi condivide la difesa dei diritti umani e i principi fondamentali del buon vivere troverà in questo movimento la propria casa. Ci stiamo stancati di aspettare.

Ci siamo stancati di credere a chi ci governa da Berlino e da Bruxelles. Ci mettiamo all’opera per costruire un nuovo progetto di ordine per l’Europa. Un ordine democratico, giusto ed equo, che rispetti la sovranità dei popoli. Un ordine all’altezza dei nostri desideri e delle nostre necessità. Un ordine nuovo, al servizio del popolo.

* traduzione italiana da ilcorsaro.info

(17 aprile 2018)

Poiché abito in provincia non sempre sono aggiornato, ma mi ferisce come cittadino italiano, come valsusino il fatto che gli amici francesi non condividano affatto la politica di accoglienza che vorrebbero imporre a noi.

In particolare trovo avvilente l'incursione ingiustificata fatta qualche tempo fa (il premier era l'on. Gentiloni) al centro di accoglienza di Bardonecchia.

Dov'è finito lo spirito di umanità dell'Europa? Sebbene sia convinto che non possiamo accogliere tutti, almeno cercare di dare a tutti la stessa possibilità di felicità dovrebbe essere parte del nostro DNA e fare in modo che il lavoro, l'istruzione e la salute siano un diritto e non una concessione.

Probabilmente, data la mia età anagrafica, non vedrò realizzati questi progetti, ma credo che LeU  potrà dare ai giovani e anche agli anziani di questo paese un motivo per guardare con speranza al futuro dell'Europa, affinché diventi una confederazione di popoli  dove la democrazia sia rappresentativa e condivisa.

Da parte mia vorrei almeno tesserarmi in un soggetto politico che non si sciolga come neve al primo passaggio di Phon .

Chiedo scusa se sono intervenuto nel dialogo, ma non sono un gran che come informatico.