La vera questione non è "Leu-si, Leu-no" ma la prospettiva strategica!

L’analisi della fase è stata approfondita, condivisa, ripetuta 1000 volte, a sfinimento: l'abbraccio mortale con il progetto del centro-sinistra (o quel che ne resta) e con il PD va sciolto a tutti i costi!

Capisco le incertezze di chi (come me del resto) è stato protagonista "da sinistra" di quella stagione, ma è ormai evidente che la confusione “percepita” con chi è stato responsabile delle politiche di governo degli ultimi anni, è per noi devastante! Perché questo paese possa sperare di avere ancora una sinistra in grado di influenzare veramente la politica, bisogna voltare pagina, radicalmente e subito.

Capisco anche le perplessità di chi essendo stato "sinistra di governo" nelle amministrazioni, possa comprensibilmente chiedersi se avremo mai la forza ed il consenso sufficiente per andare nuovamente al governo e addirittura DA SOLI. 

Personalmente penso di no, non credo nei miracoli. Viviamo in un paese conservatore, dotato di poca cultura collettiva, mentre la coscienza di classe è evaporata ed i media asserviti impazzano. Se il presente ha tinte fosche, anche i più ottimisti fanno fatica, almeno sul breve periodo, a vedere un futuro glorioso per le idee “socialiste”.

Allora? Allora, sono convinto che ormai la questione sia completamente un'altra: salvare dall’estinzione, almeno per il futuro prossimo, l’esistenza stessa di una prospettiva di sinistra in Italia. 

Abbiamo tagliato dolorosamente il cordone ombelicale con quella parte di sinistra che continuava a non scegliere e non ci faceva scegliere. Con Rimini, la musica sembrava cambiata, ma con LeU il valzer è ricominciato tale e quale (forse peggio). Del resto, MdP non ha mai fatto mistero che la sua prospettiva strategica è quella di tentare di ricostruire il centro-sinistra su basi nuove.

Con una coerenza degna di miglior causa e con rara pervicacia, i compagni le hanno tentate tutte (dal campo progressista, alle tentazioni neouliviste, per finire con l’abboccare persino alla proposta di “fronte repubblicano”). Certo, dopo il 4 marzo, tutto questo sa molto di coazione a ripetere, di rifiuto di riconoscere il problema e arrendersi all’evidenza, ma non si può negare che, in un certo senso, non hanno mai tradito sé stessi. Bisogna prenderne atto, cosa che, tra parentesi, non credo si possa dire, con la stessa sicurezza, di noi dopo il congresso.

Per quanto il dibattito, almeno negli ultimi tre anni, si sia concentrato esclusivamente sulla questione delle alleanze, quello che mi preoccupa di più però non sono le alleanze, sono soprattutto i programmi! Credo che i protagonisti di quella stagione, per quanto oggi all’interno di Leu, abbiano riconosciuto solo molto parzialmente i propri errori. Cosa ne pensa Bersani delle privatizzazioni, delle pensioni e delle politiche del lavoro, delle alleanze necessarie per costruire un’altra Europa? Per dire le prime cose che mi vengono in mente.

La vera questione quindi non è “Leu si, Leu no”, ma la prospettiva strategica! Certo, il buon senso dice che meglio sarebbe fare “massa critica” e unire le forze, ma Leu è un percorso che, dal mio punto di vista, sta in piedi solo se l'alternativa di sinistra al suo interno torna ad essere egemone e se da parte dell'attuale leadership c’è un radicale ripensamento di linea politica (cosa che dubito molto possa accadere).

Serve una profonda rottura con il passato recente, in termini di programma, metodo, comunicazione e leadership, altrimenti la partita rischia seriamente di essere definitivamente chiusa (almeno per la generazione nata nel ‘900). Sinceramente, lo sarebbe di sicuro per me, continuare a riporre speranze e attese in qualcosa che evidentemente non funziona è, alla lunga patologico, fa male alla salute psichica individuale e collettiva e, in definitiva, annienta a quel poco di aspettativa di futuro ancora pensabile.

Altrimenti mi verrebbe da dire, allo scopo di "ridurre il danno", piuttosto “teniamoci” sinistra italiana! La barca sarà anche piccola, si affronterà il mare aperto in tempesta un po' sgomenti, ma almeno la rotta da percorrere sarà finalmente di nuovo chiara e chissà magari durante il viaggio incontreremo altri che vogliono viaggiare con noi nella stessa direzione.


Innanzitutto esprimo tutto il mio compiacimento per il fattto che dopo un letargo durato alcuni mesi,Commo sta dando  nuovi segni di vita.Il mio compiacimento si fa,inoltre,più forte in quanto le "nuove reclute"hanno fatto tutte/i interventi appasssionati,chiari e brevi.Non voglio sollevare la  giusta questione del rapporto tra Commo da un lato  e i compagni/e che intervengono di volta in volta.Perchè quanto affermato da Snake Plissken è sacrosanto.E mi dispiace che sia lui che Coletti abbiano abbandonato Commo.

Devo invece fare alcune osservazioni riguardo all'intervento del Compagno Padovani.

Caro Compagno,condivido la tua analisi dalla A alla Z

Io sono circa 3 anni che intervengo su Commo.

E voglio partire proprio dal mio primo intervento in risposta a quello di Alfredo D'Attorre.Ebbene in quell'intervento,forte di una lettura di un libro di Andrea Riccardi,"Periferie",avevo posto come obiettivo strategico della Sinistra "la reconquista"dei territori .delle fabbriche e delle periferie.Tutte realtà che prima saldamente in mano a un grande Partito Comunista erano state conquistate dalla destra sociale,dai populisti e dai cattolici(in partcolare dal volontariato).

Caro Compagno Padovani,secondo me la concezione della tua strategia coincide con la mia.Ed entrambe si possono ricondurre  a Gramsci con il suo concetto ancora attuale di egemonia.

Noi avevamo incominciato bene e purtroppo siamo di nuovo caduti nella trappola "modernista" del PD che ha la sua avanguardia in MDP.Il bottino è stato magro:18 parlamentari,di cui solo 4 di SI!!.Anche io mi chiedo,come te, se corriamo da soli,riusciamo ad esprrimere la nostra rappresentanza parlamentare??Alla napoletana:chi se ne fotte!!Che senso ha avere una pattuglia parlamentare fantasma??

Non è meglio essere forti nella società civile?Non è preferibile essere la vera forza che fa ancora la lotta di classe?

Io sono d'accordissimo.pertanto ,a salire con te ed altri compagni,sulla barca di Sinistra Italiana.

E anche qui non mi stancherò di ripetere quanto affermato da Stefano Azzarà su "Sinistrainrete":e cioè che per ricostruire la Casa Socialista ci vogliono 30 anni.

La strategia ha tempi lunghi,ache se deve necessariamnte fare i conti con le esigenze della tattica quotidiana.

Saluti socialisti.

 

                                Pasquale Fernicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono d'accordo . questa fase intende finalmente ascoltare la base del potenziale nuovo partito. Ma è evidente almeno per.me che se questa risultasse spaccata nelle due componenti ci si dovrebbe salutare, senza rancore ma definitivamente e percorrere altre strade .personalmente però credo anche sia più probabile un.percorso unitario almeno sui punti cardine . la Sinistra si deve vide su sigle e piroette non.su quello che è il nostro comune sentire . dobbiamo puntare a ricostruire un egemonia , bel profilo politico nostro e poi nel.paese. se questo sarà possibile farlo con l attuale classe dirigente gruppo parlamentare ambiguo non.lo so, ma sono certo che se qualcuno.di questi se ne andrà sarà un.passo ulteriore verso la chiarezza della prospettiva . e questo potrà portare solo benefici . credo anche che non ci sarebbe errore più grave che sottovalutare opinioni divergenti su certi temi, alleanze , posizionamento in Europa , prospettiva valoriale. Nessuno vuole scissioni al primo refolo di vento. Dovessimo invece salire tutti sulla stessa nave, remare tutti nella stessa direzione , grazie . chi dubitera può legittimamente dirlo e ribadirlo ma non esiti a fare diversa scelta di campo . 


Si spera quindi la nave possa salpare senza ammutinati in.pectore. altrimenti meglio tenersi la nostra scialuppa .