Al comitato promotore nazionale di Liberi e Uguali, al Presidente Grasso, ai Comitati Promotori locali.

p.c. al Coordinatore Mdp-Art1, Roberto Speranza, al Segretario di SI, Nicola Fratoianni, ai Capigruppo Federico Fornaro e Loredana De Petris.

Durante la campagna elettorale, e soprattutto dopo il voto del 4 marzo, ci siamo impegnati con i nostri elettori e sostenitori a costruire di un soggetto politico di sinistra, autonomo e democratico: una sinistra che si ponga la sfida del governo della crisi attraverso la realizzazione della giustizia sociale e dell'uguaglianza concreta, avendo come priorità la qualità del lavoro, la dignità della persona, l’applicazione della Costituzione Repubblicana; per un modello sociale alternativo a quello neoliberista. Un partito politico autonomo e aperto, in grado di innovare la sua organizzazione attraverso il massimo grado di democrazia possibile, e per questo capace di fare scelte che agevolino la partecipazione di tutti coloro che vorranno aderire.

Insieme ci siamo impegnati a costruire un soggetto politico di sinistra entro la fine del 2018.

Il Presidente Grasso si è fatto garante di questo progetto, per la sua realizzazione ha composto un comitato promotore nazionale e avanzato un cronoprogramma e il 26 maggio l'assemblea nazionale ha approvato quanto proposto.

Ad oggi nessuno dei processi necessari a costruire il nucleo di quella comunità di destino che chiamiamo “partito” si è innescato e, anzi, ogni notizia che trapela racconta di dissidi a livello nazionale, dibattiti dai quali militanti e sostenitori sono tenuti a rigorosa distanza; possiamo solo immaginare che il tema caldo siano le elezioni europee, ma, pur rappresentando un nodo politico centrale, risultano incomprensibili i termini del confronto. Tutto ciò è inaccettabile.

Le differenze politiche possono essere una ricchezza, se discusse democraticamente possono persino stimolare alla partecipazione quei tanti e tante che proprio per mancanza di ambiti di discussione reale hanno abbandonato LeU o i suoi soggetti aderenti, non possono però essere una gabbia.

Chi, pur restando in LeU, non crede al processo costituente ed anzi persegue strategie alternative, ha tutta la legittimità di pensarlo. Sta prospettando però una cosa diversa da quella che ci siamo impegnati a realizzare, e per questo ha il dovere di essere chiaro e, soprattutto, non ha il diritto di bloccare il progetto, assumendosi così la responsabilità politica del fallimento di LeU e dell’allontanamento di migliaia di persone che hanno dato fiducia a questo progetto.

Nessuno ha il diritto di bloccare il processo costituente ponendo veti oppure proponendo condizioni pretestuose, come quella di dover scegliere oggi che lista presentare alle prossime elezioni europee. Scelta, quest’ultima, che spetta al nuovo soggetto discutere e decidere.

Sappiamo che il Presidente Grasso ha posto questo problema nell'ultima riunione del Comitato

Promotore Nazionale e siamo d'accordo e solidali con lui.

Per questa ragione proponiamo, appellandoci a tutti i comitati promotori di LeU, un passo in avanti, quello che a Milano inizieremo a fare a breve.

Proponiamo ai comitati promotori locali che, senza attendere permessi e accordi nazionali, diano

inizio al tesseramento, definiscano nei loro ambiti delle strutture di lavoro e coordinamento facendo confluire in esse non solo quelle dei due soggetti principali, ma forze ed energie nuove, promuovano il confronto sui contenuti per definire i punti di programma politico del futuro soggetto. Proponiamo cioè che i comitati inizino a funzionare come “commissioni” congressuali, riflettendo oltre  che sui contenuti anche sulle regole e i principi statutari.

Tutto questo deve trovare poi un momento di sintesi nazionale entro la metà di ottobre, dove, con un processo decisionale democratico e trasparente, vengano definitivamente licenziati sia il

Manifesto delle idee che deve fungere da base per il futuro congresso, sia una serie di proposte per il suo svolgimento e funzionamento.

Da lì parta la vera e propria fase congressuale.

Stiamo avanzando una proposta del tutto coerente con le decisioni già prese collettivamente.

Stiamo chiedendo chiarezza e soprattutto onestà tra compagni: la scelta di stare nel processo costituente di LeU non sta nella sicurezza del suo esito, su cui ci può essere massimo confronto, ma nella volontà comune di parteciparvi in base ad una convinzione politica prioritaria condivisa, quella ricordata all'inizio.

Se questa per qualcuno non c'è, o non c'è più, nulla di male, ma lasci a chi ne è convinto possibilità di lavoro e agibilità politica.

Chiediamo, infine, che venga convocato al più presto un momento di confronto tra i comitati territoriali ed il comitato promotore nazionale di LeU.

IL COMITATO PROMOTORE DI LIBERI E UGUALI DI MILANO

17 Settembre 2018